Hiragana- serie t
dicembre 1st, 2012 by adminIn questa lezione vi presento la serie t dello Hiragana.
Noterete che la pronucia delle sillabe è la stessa dell’italiano fatta eccezione per la combinazione t+i che si legge “chi” (affricata, come l’italiano “c” di ciao) e la combinazione t+u che si legge “tsu” (pronunciata come la doppia “z” di pazzo).
Hiragana – serie S
novembre 17th, 2012 by adminHiragana – serie K
ottobre 25th, 2012 by adminVocali in hiragana
ottobre 20th, 2012 by adminDa oggi iniziamo le lezioni sul sillabario Hiragana, cioè quel sistema di scrittura giapponese usato per rappresentare parole per le quali non vi sono kanji (ideogrammi cinesi) ovvero desinenze, suffissi, particelle e ausiliari.
Nella prima lezione, vi presento le vocali che in giapponese seguono quest’ordine: a, i, u, e, o.
Insieme alle immagini, trovate anche le indicazioni sull’ordine dei tratti da seguire per scriverle.
Sistema di scrittura giapponese
marzo 15th, 2012 by admin
La lingua giapponese è composta da tre sistemi di scrittura: i due sillabari hiragana e katakana, e gli ideogrammi cinesi kanji.
Lo hiragana si usa per scrivere desinenze, suffissi, particelle e ausiliari; il katakana per scrivere le parole straniere (eccetto quelle di origine cinese), i nomi propri stranieri, le onomatopee, ed il linguaggio delle tecnologie moderne; i kanji invece, rappresentano le parole che hanno significato (i nomi, le radici dei verbi e degli aggettivi).
I suoni fondamentali o puri della lingua giapponese sono 46 validi sia per hiragana che katakana.
Si tratta di 5 vocali , 40 sillabe inscindibili formate da consonante + vocale, e la N sola consonante che può comparire isolatamente.
Oltre a questi, vi sono 20 suoni detti impuri , 5 detti semipuri, e 36 suoni contratti che derivano dalla combinazione di alcuni dei precedenti.
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Scrivere in giapponese con l’IPhone
marzo 7th, 2012 by adminOra che Facebook e soprattutto Twitter sono diventati popolari anche in Giappone, chi vuole comunicare con gli amici nipponici, può farlo anche tramite IPhone. Infatti, grazie a questo incredibile smartphone è possibile scrivere messaggi in lingua giapponese.
Ecco i passi da seguire per ottenere questa funzione:
- Impostazioni
- Generali
- Tastiera
- Tastiere internazionali
- Aggiungi nuova tastiera
- Giapponese Romaji
A questo punto, aprendo il tuo social network preferito, troverai la tastiera con le lettere occidentali, con la alcune differenze rispetto ai tasti che conosciamo.
Infatti, a parte i tasti già noti “spazio” tradotto con スペ-ス (spazio) ed “Invio” con 改行, troviamo il tasto 次候補 (lista successiva), che consente di scorrere i diversi caratteri da scegliere,e 確定 (conferma) con cui puoi selezionarne uno.
Quando si scrive una vocale o una consonante, sullo screen compaiono molteplici opzioni di scrittura giapponese: sillabe kana (hiragana o katakana) e svariati kanji che hanno la stessa pronuncia. Oltre a ciò, suggerimenti di parole che iniziano con tali sillabe.
Anche la punteggiatura è giapponese (punto, virgola, virgolette), così come gli emoticon, e il simbolo dello Yen al posto dell’Euro.
Bentō: l’arte di decorare il cibo
febbraio 24th, 2012 by adminA chi non è capitato di vedere, in qualche cartone animato o film giapponese, donne che preparano il pranzo a mariti, fidanzati o figli inpacchettandolo in una scatola?
Si tratta del bentō (弁当), un’usanza comune che si può definire un’arte in cui la creatività sta nel decorare un pasto da asporto.
Il bentō è una sorta di vassoio contenitore con coperchio di varie forme e materiali come plastica o polistirolo usa e getta, legno laccato o metallo. Sono molto diffusi anche i bentō fatti in casa avvolti in stoffa furoshiki, che funge sia da borsa che da sottopiatto.
Il cibo in esso contenuto è riso bianco, pesce o carne e verdure in salamoia o cotte, che rappresentano un pasto completo per una singola persona.
La scatola da bentō è dotata di divisori interni per separare cibi differenti, e viene avvolta in un pezzo di carta, di tessuto o in borse speciali insieme alle bacchette.
Il “must” è creare un pacchettino esteticamente gradevole, combinando il colore dei cibi e la maniera di porli, coordinando bentō, bastoncini, cibo, tovaglietta e tutto il resto.
Le mamme si cimentano in confezioni elaborate e fantasiose per i bambini, in modo da rendere più appetitoso e accattivante il loro pasto. Così preparano i “kyaraben”(abbreviazione di “character” e “bento”), ovvero decorano il cibo creando forme di cartoni animati (anime), fumetti (manga) o videogiochi.
Inoltre, c’è lo stile decorativo oekakiben, o bentō-ritratto, che consiste nel ritrarre persone, animali, edifici, monumenti, fiori e piante.
In Giappone si organizzano perfino gare tra realizzatori di bentō, per competere per la realizzazione esteticamente più piacevole.
I bentō sono venduti ovunque in Giappone: dai ristoranti ai supermercati, dalle stazioni ferroviarie ai venditori ambulanti.
Bambole Daruma
febbraio 17th, 2012 by admin
Il Daruma è una bambola votiva giapponese di forma rotonda che non ha braccia nè gambe, ed ha un volto stilizzato da uomo con barba e baffi. Rappresenta Bodhidharma, il fondatore dello Zen, e simboleggia ottimismo e perseveranza. Infatti, una leggenda parla di un monaco buddista che per allontanare il male, sedeva in posizione zazen, così da potersi rialzare sempre in caso di caduta e poter raggiungere il suo obiettivo.
Allo stesso modo, la bambola Daruma avendo un basso centro di gravità, si raddrizza da sola quando viene spinta da un lato. Per il suo simbolismo, spesso si usa come regalo di incoraggiamento e portafortuna.
La caratteristica principale del Daruma, è che i suoi occhi sono dei cerchi di colore bianco. Usando dell’inchiostro nero, bisogna disegnare un solo occhio esprimendo un desiderio; quando questo si realizzerà, verrà disegnato il secondo occhio.
Le bambole Daruma sono vendute in genere all’interno o nelle vicinanze dei templi buddisti giapponesi, e hanno dimensioni variabili tra i 5 ai 60 cm d’altezza. Se la bambola daruma è stata comprata all’interno del tempio, il proprietario può riportarla affinchè venga bruciata. Questo solitamente avviene a fine anno.
È un rituale di purificazione per far sì che il kami (divinità) sappia che la persona che ha espresso il desiderio non ha rinuciato, ma è su un’altra via per realizzarlo.
Takasaki, città nella prefettura di Gunma, è famosa per le bambole Daruma. Qui, alla stazione ferroviaria, si vendono perfino o-bentō che hanno la forma di Daruma.
Dizionario giapponese-inglese on line
agosto 24th, 2011 by admin
Hai bisogno della traduzione di una parola giapponese? Ecco cosa fa per te: Denshi Jisho!
Denshi jisho in giapponese vuol dire dizionario elettronico, termine davvero appropriato per questo affidabile dizionario on line consultabile dal sito http://jisho.org.
Oltre a cercare una parola in kana e in kanji, è possibile trovare una serie di frasi che la contengono, grazie alla voce “Find sentences” .
Per trovarne il significato, la si può scrivere anche in romaji cioè in caratteri romani, poichè il sistema la converte automaticamente in kana.
Alla voce “Find kanji” sono visualizzati vari kanji che hanno la stessa lettura della parola inserita, dato che ad ogni suono corrispondono più kanji.
E’ anche possibile trovare un kanji dai suoi radicali (“Find kanji by radicals”), ovvero dal numero di tratti che lo compongono.
Alla voce “Words” si può cercare la traduzione di una parola dall’inglese al giapponese e viceversa.
Molto interessante è il forum presente sul sito, utile agli utenti registrati per porre domande sul Giappone ed il giapponese.






